& Le malattie delle rose
$ ATTACCHI DA CRITTOGAME
Chissà quante volte ognuno di noi ha osservato sconsolato le proprie amate rose sentendosi impotente di fronte a quelle macchie nere o brune che ne deturpano il bel fogliame e ne causano la prematura caduta che lascia spoglia la pianta!
E' accaduto ed accadrà probabilmente ancora per molto tempo, poiché i funghi che causano i notevoli danni a carico delle rose e di molte altre piante, ancor più dei parassiti animali, non sono facili da combattere e tanto meno da sconfiggere, specialmente qualora non si adottino cure sistematiche e puntuali.
Di seguito ho proposto una carrellata delle più comuni avversità fungine, aggiungendo a corredo delle immagini una descrizione di come esse si manifestano e degli interventi che generalmente sono da porre in essere.
Al riguardo, va sottolineato che regola essenziale per limitare il diffondersi delle infestazioni è quella di sterilizzare quanto più diligentemente gli attrezzi di taglio, lasciandoli immersi per qualche minuto in una soluzione all'1% di ipoclorito di sodio oppure passandoli velocemente alla fiamma.
Un'ulteriore intervento da adottare quanto più possibile è quello di rimuovere e bruciare le foglie attaccate dalle crittogame. La motivazione risiede nelle caratteristiche dei funghi ed in particolare per quelli della ticchiolatura e della peronospera i cui corpi fruttiferi (rispettivamente oospore e periteci) trascorrono l'inverno protetti all'interno delle foglie cadute in autunno, conservando così il potenziale infettivo sino alla primavera quando, con le prime piogge, germinano e attaccano le rose.
Nel descrivere l'agente fungino ho ritenuto utile ricordarne la sua denominazione botanica allo scopo di evitare qualsiasi confusione. In effetti, talvolta le crittogame si trovane descritte nei libri di testo con nomi diversi. Ciò è dovuto al fatto che le due forme riproduttive dei funghi - agamica in primavera ed estate e sessuata in inverno -, nei primi tempi del loro studio, non furono riconosciute come forme appartenenti ad uno stesso micete e venivano quindi distinte con una doppia nomenclatura. Tipico esempio è quello del fungo responsabile della ticchiolatura denominato Marsonnina rosae e Diplocarpon rosae.
N.B. Le informazioni relative alle sostanze anticrittogamiche hanno solo valore indicativo. Per le modalità d'uso attenersi alle istruzioni fornite dal produttore
E'
causata dal fungo Phragmidium mucronatum
che
produce caratteristiche pustolette di color arancio sulla pagina inferiore
delle foglie e sui peduncoli fiorali e determina ritardo nello sviluppo della
pianta che può anche seccare. Si riscontra più frequentemente sulle rose
antiche e sulle rose selvatiche, particolarmente nelle annate con estati molto
calde.
Poiché la malattia si manifesta con ritardo rispetto all'inizio dell'infezione, per le varietà più colpite è opportuna una cura preventiva basata su irrorazioni con ossicloruro di rame in inverno integrato da ditiocarbammati (mancozeb)nelle stagioni intermedie.
pustole su R. centifolia cristata
photo PC
Oidio

E' una delle malattie più pericolose e si manifesta producendo una muffa bianca che colpisce le parti più delicate della pianta , le foglie ed i boccioli. La diffusione del fungo responsabile dell'infezione, denominato Sphaerotheca pannosa, è favorita da condizioni climatiche caldo umide che facilmente si verificano nel nostro paese. La lotta è effettuata con irrorazioni a base di zolfo oppure con nitrofenoli (dinocap), avendo cura di evitare le ore più calde della giornata e bagnando accuratamente tutte le parti colpite.
photo courtesy Baldo Villegas
Ticchiolatura

L'agente responsabile della malattia più diffusa nelle rose, Diplocarpon rosae, provoca la comparsa di macchie viola nerastre rotondeggianti sulla pagina superiore delle foglie che cadono precocemente, spogliando completamente la pianta. Si combatte efficacemente con irrorazioni periodiche(ogni 15 giorni) con ditiocarbammati (ziram) e, nel tardo autunno con ossicloruro di rame. Quest'ultimo deve essere usato con una certa prudenza in quanto può causare ustioni nelle varietà più sensibili al rame.
photo PC
Peronospera
Nei
periodi molto umidi questa malattia dovuta al fungo Peronospera sparsa fa
la sua
comparsa sulle foglie
e, in modo particolarmente pericoloso sul peduncolo dei fiori, con
macchie irregolari di colore violaceo
allo stadio iniziale che tendono a divenire bruno e marrone con l'evolversi
dell'infezione disseccate al centro dell'infezione. Essa
determina un rapido appassimento delle parti colpite e la loro prematura caduta
con indebolimento generale della pianta.
Si combatte efficacemente con prodotti ditiocarbammati, ossicloruri di rame o con fungicidi sistemi del tipo cymoxanil.
photo PC
Cancro dei rami

L'agente responsabile di tale avversità è il fungo Coniothyrium fuckelii. La malattia si manifesta con molto ritardo rispetto all'infezione con tacche depresse di forma allungata e screpolature che possono interessare tutto lo scheletro. La sua diffusione è dovuta soprattutto alle potature allorquando si usano strumenti non disinfettati. Si combatte soprattutto con l'applicazione di norme igieniche (sterilizzazione degli arnesi passandoli alla fiamma) ed eliminando prontamente le parti colpite.
photo PC
Antracnosi

(Sphaceloma rosarum) Colpisce tutte le parti aeree della pianta e particolarmente le foglie sulle quali provoca la comparsa di macchie piccole per lo più circolari di colore bruno o anche nero che diventano al centro più chiare per il distacco di questa parte di lamina che appare trasparente. Analogamente al fungo che provoca la macchia nera, il fungo si conserva in inverno sulle foglie cadute o sui cancri nei rami. E' quindi buona norma distruggere le foglie cadute ed intervenire con prodotti a base di ossicloruro di rame o acuprici.
foto PC
Cercosporiosi

Tale crittogama (Cercospora rosicola) si manifesta in forma particolarmente virulenta durante le estati caratterizzate da forte umidità. Si diffonde soprattutto a carico delle foglie sulle quali produce macchie di colore bruno chiare al centro ove con l'ausilio di un microscopio si notano i conidi claviformi tipici della specie. Si distingue dalla macchia nera per i margini delle macchie che in questa sono irregolari anziché circolari e senza centro chiaro; inoltre le macchie di Diplocarpon rosae presentano piccole sopraelevazioni che si irradiano verso l'esterno. Le foglie colpite ingialliscono e cadono prematuramente indebolendo la pianta. Occorre quindi prestare attenzione a distruggere le foglie cadute ed intervenire con fungicidi benzimidazolici ( benomil ), rameici o ditiocarbammati.
foto PC
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