& Le malattie delle rose


 

$ Parassiti animali

 

Questi, a differenza degli agenti fungini che attaccano l'intera pianta, producono lesioni particolarmente a carico delle foglie, dei boccioli e dei giovani rami determinando danni più o meno estesi ed  a volte molto evidenti.

In questi ultimi tempi la ricerca nel settore della lotta ai parassiti animali delle piante si sta  orientando verso un sistema  di controllo attraverso l'uso di ferormoni di sintesi usati come esca per i maschi delle specie dannose (Cydia) che permettono di accertare la loro presenza orientando quindi l'intervento contro di essi, sia con l'introduzione di specie predatrici dei parassiti.

Tuttavia, stante l'attuale limitatezza del campo d'azione di queste nuove risorse, in molti casi d'infestazione diffusa, non sempre risultano  sufficienti gli interventi di controllo  basati, ad esempio, sull'asportazione delle parti colpite ed occorre necessariamente far ricorso agli antiparassitari.

I parassiti animali più diffusi sulle rose sono:

- afidi

- tentredini

- tortricidi

- megachile

- ragnetto rosso

 


N.B. Le informazioni relative  ai prodotti antiparassitari hanno solo valore indicativo. Per le modalità d'uso attenersi alle istruzioni fornite dal produttore

 


 

 

Afidi

(Macrosiphum rosae) Compaiono all'inizio della primavera e si diffondono soprattutto sui giovani germogli ai quali suggono la linfa elaborata determinandone accartocciamenti ed appassimenti, veicolando inoltre possibili virus che possono rendere necessaria l'estirpazione della pianta. 

Si combattono con prodotti a base di pirimicarb oppure dimeotato che ha la caratteristica di diffondersi anche nelle zone non irrorate ( ma è decisamente puzzolente!).

 

 

 

 

 

photo courtesy Baldo Villegas  

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

Tentredine dei rosai

 

(Arge rosea, Arge pagana) Chi possiede rose sa bene quanto siano fastidiosi tali insetti le cui larve, durante tutta l'estate, danneggiano il fogliame di cui si nutrono e che, in caso di forte attacco, può venire completamente eroso.

Al fine di limitarne la diffusione può risultare utile ricercarne, verso la fine di aprile, le uova che vengono deposte in fila (a. rosea) o a spina di pesce (a. pagana) sui rametti. In alternativa e in caso di forte infestazione si può ricorrere a insetticidi piretroidi o fosforganici.

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

Tortricidi

(Cacoecia, Eulia, Pandemis) Le larve di questi insetti, chiamate anche ricamatrici, sono divoratrici delle foglie e delle gemme di molte piante e rappresentano talvolta gravi danni ai frutteti. Sulle rose producono lesioni sia all'apparato fogliare che ai boccioli, a cui pregiudicano la fioritura. Esse vivono riparate nelle foglie che accartocciano dopo averle erose. In tal modo non rendono agevoli gli interventi, necessari in caso di forte infestazione, da effettuarsi con antiparassitari del tipo fenitrotion, che perciò debbono essere effettuati nell'epoca della nascita delle larve, verso la fine di marzo. 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

Megachile

 

(Megachile centuncularis) Gli insetti adulti usano le foglie di molte specie vegetali per costruire le celle della covata e le ritagliano in modo davvero curioso: i pezzi allungati vengono utilizzati per tappezzare le celle, quelli di forma circolare vengono utilizzati come coperchio. Tale insetto è simile alle api e si nutre in modo analogo con nettare e polline dei fiori. In genere non dovrebbero essere necessari interventi con insetticidi.

 

 

 

 

 

photo PC       

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

Ragnetto rosso

 

(Tetranychus urticae) Si tratta di un acaro (quindi 8 zampette anziché 6 come tutti gli insetti) che attacca praticamente tutte le piante ornamentali o da frutto e passa l'inverno nascosto nelle screpolature della corteccia. E' frequente soprattutto in primavera e si nutre della linfa che succhia dalle cellule epidermiche delle foglie, che ingialliscono e cadono. Si combatte in inverno con olii bianchi o in primavera-estate con prodotti a base di dicofol. 

 

 

photo courtesy Baldo Villegas 

 

 

 

 

 

 


 

 

Sputacchina

 

 

(Philaenus spumarius) Le larve di questo Cercopide si nutrono dei succhi vegetali delle piante e non di rado rappresentano un serio problema per le colture. Esse compiono il loro sviluppo entro un involucro schiumoso da loro prodotto ed hanno colorazione piuttosto variabile anche se generalmente sono gialle.

Non richiedono un intervento con antiparassitari essendo facilmente individuabili. 

 

 

 

 

 

 

 

photo courtesy Baldo Villegas   

 

 

 

 

 


 

 

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